Confronto tra Sony Smartwatch 2 e 3

Il grande risalto mediatico che è stao dato in questi ultimi due anni al mondo degli Smartwatch, con prodotti come Apple Watch a farla da padroni sul mercato, ha portato molte persone a chiedersi se effettivamente avessero bisogno di un dispositivo del genere, per sostituire gli ormai datati orologi classici.

Sony Smartwatch

Sony Smartwatch

Cercando così uno smartwatch che si adatti alle nostre necessità, si scopre che proprio come per gli smartphone le aziende ne hanno prodotti di tutti i tipi, e tra queste aziende c’è anche Sony, con il suo smartwatch. In questo articolo andremo a confrontare proprio due modelli di orologi prodotti da Sony, ovvero lo Smartwatch 2 e lo Smartwatch 3, entrambi dispositivi abbastanza datati che si possono trovare per questo a prezzi convenienti: quale sarà il migliore?

Così “a naso” verrebbe da dire subito “Sony Smartwatch 3”, essendo il successore, ma in realtà siamo di fronte a due prodotti diversi che meritano di essere presi in considerazione.

Il design

Iniziamo subito dalla forma di questi due smartwatch, che essendo uno il successore dell’altro non sono poi molto diversi. Sono entrambi quadrati e con i cinturini intercambiabili, mentre il secondo modello ha dei tasti sotto lo schermo che sono stati rimossi nel terzo.

A livello di visibilità, il secondo modello ha una risoluzione leggermente inferiore al terzo (220×176 contro 320×320) ma al polso la differenza non si nota nemmeno, specie sotto il sole. Per cui da questo punto di vista i due smartwatch si possono equiparare tranquillamente.

Il software

Se nel design non ci sono particolari differenze queste si sentono, eccome, a livello di software, dove il terzo modello supera di gran lunga il secondo.

Quando infatti, a fine 2013, è uscito il Sony Smartwatch 2, l’azienda non ha potuto far altro che inserire una versione modificata di Android al suo interno e questo crea un’interfaccia un po’ confusionaria.

Il fatto che non abbia praticamente alcun sensore, se non il Bluetooth, lo rende completamente dipendente dallo smartphone.

Con lo Smartwatch 3 le cose sono cambiate perché nel frattempo è uscito Android Wear, sistema operativo creato proprio per essere messo sugli smartwatch, e le cose migliorano, tra cui il supoorto agli aggiornamenti e l’interfaccia molto più semplice da utilizzare. La terza versione ha inoltre il sensore GPS (ma non quello del battito cardiaco) e, come il 2, accelerometro e giroscopio che monitorano l’attività fisica.

Le app per lo sport

Mentre il terzo modello però invia i risultati sportivi e di movimento ricavati dai sensori ad un’app proprietaria Sony che crea i grafici relativi ai movimenti, con il secondo abbiamo un coupon per Runtastic, perché si appoggia proprio al suo servizio non avendone creati ai tempi uno proprietario.

Interazioni con lo smartwatch

Lo Smartwatch 3 consente inoltre di effettuare ricerche vocali con Google Now, avendo lo smartphone collegato via Bluetooth, e di interagire con le notifiche che arrivano sul telefono; lo Smartwatch 2, non avendo Android Wear, non fa nessuna di queste due cose e non ha tra l’altro nemmeno il microfono.

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Nessuno dei due modelli ha la fotocamera, né lo speaker.

Compatibilità con gli smartphone

Ma la limitazione forse peggiore dello Smartwatch 2 rispetto al 3 è il fatto che non avendo più aggiornamenti del sistema operativo il secondo modello è rimasto fermo anche per quanto riguarda l’interazione con lo smartphone.

Non è infatti supportato da cellulari che abbiano versioni di Android superiori ad Android 4.0, per cui bisogna avere anche uno smartphone abbastanza datato, quelli troppo recenti non vanno bene perché non è in grado di interagire.

La durata della batteria

La palla al piede di molti di questi dispositivi è la durata della batteria, che a volte non arriva nemmeno a fine giornata quando gli smartwatch hanno troppe funzioni: non è il caso di Sony, i cui smartwatch sono molto prestanti in questo senso.

In particolare, Smartwatch 2 raggiunge ben quattro giorni di durata, non avendo praticamente sensori, mentre lo Smartwatch 3 si ferma ai due giorni, che comunque non sono male. Questo dipende dal fatto che lo schermo, per indicare l’ora rimanendo sempre acceso, sfrutta la luce solare che riflette, non usando così la retroilluminazione che è ciò che maggiormente consuma batteria.

In questo senso, comunque, lo Smartwatch 2 si comporta come abbiamo visto meglio del suo successore.

Conclusioni

In conclusione di questo confronto, sebbene gli orlologi abbiano entrambi degli alti e dei bassi, ci sentiamo di dire che lo Smarttwatch 3 è molto superiore al 2. E non è una questione semplicemente di generazioni, ma di una concezione completamente diversa derivante dal fatto che il terzo modello è ottimizzato a livello software per essere uno smartwatch, il secondo no.

Prendere uno Smartwatch 2 sarebbe come mettere Windows XP su uno smartphone, per capire.

E proprio questa mancanza di ottimizzazione lo rende a differenza del successore praticamente inutile, se non come semplice orologio: se però dobbiamo prendere un orologio, meglio orientarsi su uno di quelli classici perché, sarà a causa del fatto che è uscito quando gli smartwatch erano ancora in fase embrionale, ma di fatto lo Smartwatch 2, uno smartwatch, non è.

Confronto vinto a mani basse, quindi, dal Sony Smartwatch 3.



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