K10000 e l’autonomia da due settimane

K10000 e l’autonomia da due settimane
K10000 e l’autonomia da due settimane
Da sempre uno dei problemi principali degli smartphone è la scarsa autonomia, e, quel che è peggio, si tratta di una questione piuttosto spinosa da risolvere. Mentre, per fare un esempio, la qualità delle fotografie e la potenza del processore sono destinati a migliorare, l’aumento costante delle funzioni – soprattutto quelle particolarmente “avide” di potenza o che richiedono una connessione costante alla Rete – significa una continua rincorsa per la batteria. I produttori si trovano così costretti a tenere il passo, modello dopo modello, con le loro stesse evoluzioni nella telefonia mobile.

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Anche i grandi nomi cercano di rimediare come possono. Ha fatto scalpore, qualche giorno fa, il lancio un po’ a sorpresa da parte di Apple di un nuovo prodotto: la Smart Battery Case. Si tratta di una custodia/batteria aggiuntiva di cui ha subito stupito il form factor, decisamente poco leggiadro (e giù a dire che Jony Ive ha perso il tocco magico), mentre ormai non sorprende più di tanto il prezzo piuttosto elevato, 119 euro in Italia. E dire che le alternative per gli utenti della Mela non mancano, tra power bank e le custodie di terze parti come Mophie. Così al di là di qualche piccolo vantaggio, come la possibilità di ricaricare insieme custodia e telefono, il nuovo prodotto di Cupertino non ha convinto.
L’occasione è stata però buona per rilanciare l’annoso dibattito sul compromesso tra l’estetica – i nuovi iPhone 6S e 6S Plus sono un ottimo esempio di dispositivo straordinariamente sottile – e le funzionalità. In molti forse acconsentirebbero a due o tre millimetri in più di ingombro pur di avere altrettante ore aggiuntive di autonomia. L’importanza della batteria, soprattutto per chi usa molto Internet mobile (qui si possono trovare le offerte più convenienti per navigare in Rete col cellulare), è sempre cruciale.
Ed ecco che sulla scena irrompono i cinesi, non troppo noti, di Oukitel, che hanno deciso di usare le maniere forti di un Alessandro Magno di fronte al nodo di Gordio. Che problema c’è, basta montare una batteria più grossa. Molto più grossa. 10.000 mAh, quasi sei volte quella dello stesso iPhone 6, per 15 sbandierati giorni di autonomia.
Se c’è una cosa che la telefonia mobile ci ha insegnato è che i produttori tendono a sparare alto quando si tratta di autonomia. Più probabile che il nuovo smartphone, chiamato K10000, duri tre o quattro giorni, il che comunque non è poco, soprattutto per chi è in viaggio e teme di non trovare prese elettriche quando servono.
Per il resto, lo smartphone – che dovrebbe costare circa 240 dollari, ordinabile da gennaio – ha le stesse linee aggraziate di un tank pronto alla battaglia, pur senza esagerare con il peso (184 grammi) e con caratteristiche di tutto rispetto. Android 5.1, schermo Ips da 5,5 pollici, processore quad-core (un po’ scarso) da 1 Ghz, fotocamera posteriore da 13 megapixel e frontale da 5, oltre a 2 giga di RAM.
Per chi ama la filosofia dell’efficacia senza fronzoli, insomma, il K10000 riesce nel mirabile intento di evitarci l’acquisto (e il trasporto, con tutto quello che ne consegue) di una power bank esterna, risparmiando anche non poco sul peso complessivo e senza la necessità di cavi e cavetti.

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