Quale Jawbone UP scegliere?

Gli appassionati di fitness e tutti gli utenti che vogliono veder monitorata in modo continuativo la propria attività fisica avranno sicuramente sentito parlare di Jawbone UP. È uno dei tanti dispositivi che si inserisce nel gruppo delle smartband, o fitness tracker, ossia di quei dispositivi che monitorano la nostra attività fisica e anche l’attività del nostro sonno.

Quale Jawbone UP scegliere?

Quale Jawbone UP scegliere?


Jawbone UP è una delle aziende più attive in questo senso, ed anche una di quelle che propongono dispositivi di miglior qualità; i braccialetti, che peraltro sono costantemente aggiornati con nuovi modelli, si portano al polso giorno e notte e tengono traccia della nostra vita.

I dati poi si sincronizzano sul nostro cellulare, con un’apposita app che, per questo tipo di attività, è la migliore tra le app prodotte da aziende concorrenti.

In questo articolo vogliamo fare un confronto tra i dispositivi Jawbone UP al momento venduti.

Sul sito ufficiale, inglese, al momento ce ne sono quattro che sono il Jawbone UP Move, il Jawbone UP2, UP3 ed UP4; l’ultimo però non lo prenderemo in considerazione, perché è praticamente identico al Jawbone UP3, se non per il fatto di poter effettuare pagamenti wireless tramite NFC (tipo Apple Pay) con carta American Express. Qui in Italia non c’è American Express, non ci sono i pagamenti wireless e di conseguenza non c’è nemmeno il braccialetto.

Aggiungeremo invece al confronto il Jawbone UP24, predecessore di Jawbone UP2 che si trova ancora in vendita in molti negozi, perché ha ottenuto un successo particolarmente elevato. Vediamoli.

Jawbone UP Move

Iniziamo dal primo dispositivo, il Jawbone UP Move, che si differenzia dagli altri per essere un prodotto tutto sommato diverso. Per prima cosa, infatti, non è un braccialetto.

È un dispositivo molto più piccolo, sembra quasi il quadrante di un otologio, ed ha una clip che permette di attaccarlo ai vestiti, oppure si può tenere in tasca. Si può anche acquistare un supporto in gomma per farlo diventare un braccialetto, ma non nasce in questo modo.

La sua funzione è quella di monitorare costantemente i nostri movimenti e di sincronizzarli con l’app blu (ci sono due app Jawbone, una è blu ed una è viola e non bisogna sbagliare; la blu è la più datata. Il colore è chiaramente il colore dell’icona sugli store).

Sulla carta non ci sono particolari differenze, se non che la forma è diversa, per cui potremmo dimenticarci di indossarlo; la batteria dura 6 mesi (rispetto ai 5 giorni delle altre) ma non è ricaricabile, sono le pile da orologio e dopo sei mesi vanno cambiate; non c’è la funzione della sveglia, non essendo un braccialetto, e il monitoraggio del sonno non è automatico ma bisogna ricordargli di dirgli se stiamo dormendo o se siamo svegli.

È un dispositivo allettante soprattutto dal punto di vista economico, ma non è un braccialetto e quindi potrebbe non interessare a chi cerca questo tipo di accessorio. È un pendaglio, possiamo dire.

Jawbone UP 24

Jawbone UP 24 invece è un braccialetto, è il braccialetto Jawbone che abbiamo visto nei negozi. È più datato rispetto ai due modelli che vedremo in seguito, ma ha ottenuto un grande successo perché a differenza del suo predecessore sincronizza i dati in Bluetooth con lo smartphone anziché via cavo.

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Tra le funzioni utili di questo braccialetto troviamo la possibilità di registrare tutti i nostri movimenti e di registrare per un certo periodo di tempo un allenamento dicendolo all’app (blu); il momento del sonno viene riconosciuto in automatico e il monitoraggio è anch’esso automatico.

Interessante la funzione “pisolino”: si dice all’app (il braccialetto come tutti gli altri Jawbone non ha display) quanto si intende dormire, tipo 30 minuti, e lui capisce quando ci addormentiamo con il monitoraggio dei movimenti e dopo 30 minuti da quando ci siamo addormentati inizia a scuotersi, a vibrare, e ci sveglia. Simpatico e utile se si vuol dormire per un periodo di tempo limitato.

La batteria dura fino a 5 giorni prima di dover essere ricaricata.

Jawbone UP2

Possiamo vedere il Jawbone UP2, presentato ad un anno di distanza dal precedente UP 24, come un miglioramento di quest’ultimo. Le funzioni, infatti, sono praticamente le stesse, se non alcune differenze estetiche che hanno reso il braccialetto più sottile e quindi comodo da portare. Ha anche una batteria un po’ più duratura rispetto all’UP 24.

A parte queste differenze, UP2 ha le stesse funzionalità di monitoraggio di UP24, per cui la scelta tra questi due dispositivi potrebbe anche essere puramente economica (essendo nuovo costa più del suo predecessore).

C’è da dire che UP2 si sincronizza con l’app viola e non con la blu che ha alcune funzioni in più e, soprattutto, che avrà degli aggiornamenti costanti mentre ci si può aspettare che gli aggiornamenti per la vecchia applicazione termineranno abbastanza presto.

Jawbone UP3

Ultimo dispositivo, che è anche il più potente tra quelli prodotti da Jawbone, che possiamo trovare nel nostro paese è il Jawbone UP3, che ha forma, materiali ed estetica praticamente uguali a quelli del Jawbone UP2, oltre ad integrarne ovviamente tutte le funzioni.

Ciò che giustifica il cambio di modello (e il costo maggiore) è che questo braccialetto integra anche il cardiofrequenzimetro. Aggiunta importante, specie per chi fa sport, poter valutare per tutta la giornata il proprio battito cardiaco, ma questa funzione ha risvolti ancora più interessanti.

Nel monitoraggio dell’attività, infatti, riconoscimento dei movimenti e battito cardiaco incrociati potranno far capire all’app che cosa stiamo facendo senza impostare nulla (giocare a calcio, a tennis, correre, camminare, andare in bici) così che il dispositivo diventa qualcosa in più rispetto al “semplice” contapassi.

Nella modalità notturna, invece, apre scenari del tutto nuovi: con l’integrazione dei battiti, il braccialetto è in grado di capire quanto dura la nostra fase REM, quella in cui si sogna, e quanto la fase di “sonno profondo“, quella in cui recuperiamo le energie. Per chi ha problemi di salute, queste informazioni possono essere importanti anche per parlarne con il proprio medico, o per rivedere in qualche modo, nei limiti del possibile, il nostro ritmo sonno/veglia e i sonnellini pomeridiani. Tutte le informazioni si possono consultare sull’app (viola) grazie alla sincronizzazione via Bluetooth.

Questo modello, insomma, sulla carta è alquanto simile al “fratello” più piccolo ma siamo sicuri che le sue funzionalità diventeranno la base per molti prodotti che anche la concorrenza stessa ci metterà a disposizione in futuro. Jawbone UP3 è quindi, sicuramente, la più interessante tra le smartband Jawbone.

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